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Monteluco è una frazione del comune di Spoleto (PG). Il territorio della frazione, prevalentemente di alta collina e occupato da un fitto ed antico bosco di leccio, culmina in un pianoro sulla cima di un basso monte, all'altezza di 780 m s.l.m., i cui dintorni sono abitati da 27 residenti (dati Istat, censimento 2001).

La zona è raggiungibile con una strada panoramica (costruita in parte anche grazie ai prigionieri austriaci, durante la prima guerra mondiale) che offre la vista sulla valle spoletina, passando in prossimità del Ponte delle Torri, che anticamente ne costituiva il passaggio obbligato.

 

La montagna spoletina, di cui Monteluco costituisce l'estremità settentrionale, è una dorsale calcarea allungata da nord a sud, estesa circa 7.000 ettari, compresa tra la strada statale Flaminia e la Valle del Nera. Piccoli centri abitati (Mustaiole, Sustrico, Acquaiura, Torrecola, Belvedere, Ancaiano, Le Cese, i ruderi di Sensati, Vallocchia, Borgiano) sono disposti ad anello intorno al massiccio; più interni e a quote più elevate si trovano Monteluco, Le Porelle, Le Aie e Patrico.

L'area è occupata in massima parte da boschi di caducifoglie e di sclerofille sempreverdi: formazioni di carpino nero e orniello, querceti di roverella, castagneti, qualche nucleo di faggio alle quote più elevate, pinete a pino d'Aleppo e leccete. Tra queste ultime spicca quella secolare di Monteluco. La composizione dei boschi è varia; oltre alle specie arboree dominanti compaiono aceri, cerri, carpini bianchi, noccioli, meli e ciliegi selvatici, sorbi, maggiociondoli, corbezzoli e tanti arbusti come viburno, fillirea, alaterno, erica multiflora, corniolo, sanguinello, biancospino, evonimo, ginepro, ginestra odorosa e rovo. In alcune stazioni sono presenti i rari tasso e agrifoglio. Su alcuni versanti assolati sono presenti gli oliveti e intorno ai piccoli insediamenti, anche in montagna, si trovano seminativi e prati.

Monumenti e luoghi di interesse

  • Il Bosco sacro di Monteluco è caratterizzato dalla presenza del leccio sempreverde, una pianta abbastanza rara in luoghi così distanti dal mare o dai laghi.
  • La croce metallica in cima al monte, vicino alle antenne, è uno dei simboli distintivi di Spoleto, soprattutto di notte quando viene illuminata. Può essere raggiunta alla base percorrendo un breve sentiero che parte da uno degli ultimi tornanti della strada per Monteluco.
  • Numerosi eremi, grotte, tra cui quella di Sant'Antonio da Padova, sono raggiungibili attraverso il percorso pedonale che si snoda nel bosco alle spalle del santuario francescano.
  • Il Santuario di San Francesco o Eremo francescano (1218) è stato più volte ampliato fra il XV e il XVIII secolo, ma conserva il pozzo, la cappellina-oratorio e sette piccole celle; all'interno della cappellina sono conservate le spoglie del beato Leopoldo da Gaiche e altre sue reliquie. Regolarmente vengono celebrate sante messe e cerimonie. Ospita i giovani che aspirano ad entrare nell'Ordine dei Frati Minori, che qui svolgono l'anno di probandato.
  • Il Belvedere, dove su lapide è riportata la citazione di San Francesco che, osservando dall'alto il mosaico di campi coltivati della Valle Spoletana, esclamò: « Nil iucundius vidi valle mea spoletana - (Non ho visto niente di più giocondo della mia valle Spoletana) »
  • Riproduzione della Lex Luci Spoletina - Bosco sacro Riproduzione di un cippo lapideo della Lex Luci Spoletina. Gli originali, due iscrizioni incise su cippi parallelepipedi entrambe scoperte da Giuseppe Sordini, archeologo spoletino (1853-1914), nel 1876 e nel 1913, sono conservati nel Museo Archeologico di Spoleto.
  • Nel piccolo Cimitero di Monteluco è sepolto un illustre artista, pittore, illustratore e scenografo italiano Domenico Gnoli (1933-1970)
  • Villa Lalli, ex Eremo di Santa Maria delle Grazie
  • Chiesa di San Pietro (V secolo), romanica, all'inizio della strada panoramica, fondata su una villa preesistente
  • Giro dei condotti è un sentiero pedonale che parte dal Fortilizio dei Mulini, costeggia le ripide pendici del Monteluco a quota 440 m e con andamento pianeggiante raggiunge l'ex monastero di Santa Maria inter Angelos (localmente detti Le Palazze), per poi ridiscendere nella parte bassa della città di Spoleto; oppure, deviando dopo il ponte Sanguineto, è possibile raggiungere la cima del monte e proseguire per la Valnerina. La denominazione deriva dal fatto che il suo percorso ricalca quello delle vecchie condutture dell'antico acquedotto di Cortaccione dirette al Ponte delle Torri.
  • Abbazia di San Giuliano (XII secolo), romanica, eretta su resti risalente al V secolo. L'interno è a tre navate, con absidi semicircolari ed una cripta, ed è ornato da dipinti risalenti al 1400.

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